Juventus, Allegri resta ancora a ‘bordo’: ma qualcosa andrà pur cambiato

La Juventus anche nel 2019 dice addio alla possibilità di mettere le mani sulla Champions League, messa ko dal meraviglioso gioco dell'Ajax

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Nessun processo, nessun banco degli imputati. Ma di certo la Juventus è intenta a raccogliere i cocci ‘europei’ ancora una volta. Un altro capitolo di un libro che racconta di record frantumati in Italia e nel campionato di Serie A, ma anche di cocenti delusioni e fragorosi tonfi in Europa. Un senso di inevitabile ‘vuoto’, di un qualcosa di incompleto e che ogni anno, nemmeno fosse un appuntamento fisso, trova la Juventus pronta a leccarsi le ferite. Sembrerebbe una ‘maledizione’ a tutti gli effetti, ma non lo è. La partita contro l’Ajax ha dato ragione al bel calcio e a chi cerca di costruire gioco, ‘minando’ tutte le certezze bianconere minuto dopo minuto, sotto gli occhi attoniti e sempre più pieni di paure dell’Allianz Stadium.

Allegri resta alla Juventus, parola di Agnelli

E in tutto questo andrà fatto un ragionamento più profondo. Come mai la Juventus non riesce ad avere una dimensione europea? Nemmeno con Cistiano Ronaldo? Qualche domanda sarà bene farsela, nella famosa ‘stanza dei bottoni’. Massimiliano Allegri resterà ancora il tecnico dei bianconeri, per immediata ammissione di Andrea Agnelli nel post Ajax, con diretta conferma dell’allenatore toscano.

“Non cambia nulla, qualche anno fa la Champions era un sogno. In estate era diventato un obiettivo, lo sarà anche per il prossimo anno. Questo vuol dire dare una solidità per potersi permettere di avere la Champions come obiettivo. E’ una competizione particolare, si incontrano squadre in grande forma. Ricordiamo due anni fa il Monaco di Mbappè. Da parte mia c’è consapevolezza che la Juve continua a crescere in campo e fuori. Abbiamo rinnovato la leadership della società a ottobre, c’è fiducia nel lavoro di Re, Ricci e Paratici e c’è la grande consapevolezza di avere un grande allenatore con noi. A giugno ci vedremo, a fine stagione, per portare avanti un discorso assieme. Con Allegri in panchina? Sì, assolutamente”.

Una ‘cultura’ da cambiare, lo Scudetto non basta

Ma qualcosa andrà pur cambiato, altrimenti la Champions League continuerà a restare un sogno proibito. Otto scudetti di fila in Serie A ormai non bastano più, inutile giarci attorno. Quel senso di vuoto sopra descritto è tangibile nei tifosi juventini e adesso, avendo sprecato anche l’apporto di CR7, la delusione sembra essere ancora più forte. La squadra è già top, ma spesso i bianconeri si ‘accontentano’ di vincere, sfruttando un campionato italiano non più di alto livello, o comunque non competitivo come un tempo.

Nel 2019 la Juventus ha letteralmente ‘giochicchiato’ la maggior parte dei match, tirando fuori gli ‘occhi della Tigre’ solo contro l’Atletico Madrid, per riuscire nell’impresa quasi impossibile. Ma troppo poco per centrare il bersaglio grosso. Servirà concentrare i propri sforzi sul dare alla squadra un gioco armonioso e divertente, che possa anche regalare momenti di spettacolo. Allegri ha sempre ribattuto con stizza e ironia a questo concetto, come nel post 3-3 col Parma: “Abbiamo fatto contenti quelli che vogliono il bel gioco, ma il bel gioco non paga”.

Chissà cosa ne pensa oggi Allegri, oppure, ancora meglio, potremmo fare la stessa domanda a Erik ten Hag. Colui che, con i suoi concetti, ha messo in un angolo la Juventus, ‘prendendola’ a pallate fino all’inevitabile ko. Va cambiata la cultura, vincere in casa Juventus non può più bastare. E cercare di giocare bene potrebbe aiutare, caro Max…

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