E’ stato l’acquisto più costoso della storia dell’Inter e le prime partite hanno ripagato, al momento, l’investimento fatto. Romelu Lukaku è sicuramente l’uomo del momento in casa nerazzurra. Il club nerazzurro, comunque, hanno creduto in lui avendolo acquistato dal Manchester United per 65 milioni di euro più bonus, soffiandolo alla concorrenza della Juventus. Il centravanti belga è già un idolo dei propri tifosi con due reti messe a segno nelle prime due partite, contro il Lecce e contro il Cagliari.

Lukaku contro il razzismo

Lukaku e la scelta Inter

Lukaku, Inter-Lecce

Il centravanti belga, Romelu Lukaku, ha parlato del suo trasferimento all’Inter in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Rolling Stone Italia:

“L’Inter? Prima di tutto, è una scelta che riguarda lo sport. L’Inter era il club per cui volevo giocare qui in Italia e l’allenatore è stato un altro fattore importante per la mia scelta, oltre al fatto che sapevo che la squadra aveva degli ottimi giocatori. Ma anche da un punto di vista familiare è stata una buona scelta, perché mio fratello è già qui. Penso che l’Italia sia un bel posto in cui vivere, sono una persona a cui piace scoprire diverse culture: non solo giocare in differenti campionati di calcio, ma apprendere culture differenti. Per questo sono molto felice di essere qua”.

L’inchino al Meazza: “Sin da quando ho firmato per l’Inter, c’era davvero tanta gente eccitata dall’idea del mio arrivo. Mi contattavano, mi mandavano messaggi diretti su Instagram, quando sono arrivato a Milano per la prima volta da Bruxelles c’era un sacco di gente che era lì per me. Da subito mi hanno incoraggiato, hanno gridato il mio nome. Con quel gesto volevo semplicemente ringraziarli per il supporto che mi hanno dato da quando sono qua. La prossima volta farò un’esultanza che la gente possa riconoscere come mia, ma di certo l’inchino tornerà”.

Slogan e razzismo

Mg Milano 26/08/2019 – campionato di calcio serie A / Inter-Lecce / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Romelu Lukaku

Lukaku ha parlato dello slogan adottato quest’anno dall’Inter, Not for everyone:

“Lo slogan secondo me è perfetto per il club, perché i tifosi dell’Inter sono estremamente fedeli, e non è una cosa da tutti. Il tifo per questi colori si tramanda di generazione in generazione: ogni partita lo stadio è pieno, sempre le stesse persone sugli stessi seggiolini. Ed è bellissimo fare parte di tutto ciò, di un club amato in maniera così sincera dalla propria gente”.

Sul razzismo: “Penso che sia stata una grande cosa da parte del club lanciare una campagna come BUU – Brothers Universally United. E se vorranno il mio contributo, glielo darò. Se dovessi sentire cori razzisti, risponderò. Però i miei pensieri oggi sono sul campo da calcio, per aiutare i miei compagni a vincere. Lasciare il campo? No. Ma penso che debba prendere posizione, quello sì. Perché il razzismo è qualcosa a cui bisogna rispondere. Guarda l’Inghilterra, dove nelle ultime settimane sono successe diverse cose a giocatori del Manchester United e del Chelsea: la questione va affrontata. Il calcio è qualcosa di internazionale, multiculturale. Se vuoi davvero attirare i migliori giocatori del mondo, devi accoglierli a braccia aperte, perché a loro volta gli atleti devono adattarsi alla cultura in cui arrivano. Quindi è fondamentale non discriminare, e apprezzare quello che uno porta con la sua presenza”.

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