L’avventura all’Inter non è cominciata nel miglior modo possibile. Christian Eriksen è arrivato a Milano tra tante aspettative ma ha avuto un inizio complicato, sia per motivi fisici che per motivi tattici. La crisi relativa al Coronavirus non ha semplificato le cose visto che la sosta forzata ha bloccato il suo inserimento. Una sola presenza da titolare, all’esordio contro l’Udinese, poi il giocatore è sempre entrato a partita in corso in campionato. Qualche buona conclusione, qualche assist importante ma poco più per il danese, che alla ripresa proverà a convincere il tecnico, Antonio Conte, a puntare su di lui.

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Inizio difficile all’Inter

L’inizio all’Inter non è stato come tutti si immaginavano per Christian Eriksen. Il centrocampista danese è arrivato dal Tottenham per una cifra relativamente bassa, intorno ai 20 milioni di euro. Affare reso possibile anche dal fatto che il giocatore fosse in scadenza di contratto e per questo gli Spurs sono stati costretti a cederlo a prezzo di saldo. Quattro le presenze in campionato, solo una partendo dal primo minuto. Contro Milan, Lazio e Juventus è partito dalla panchina, entrando nella ripresa. Nel derby è stato anche pericoloso colpendo una traversa da oltre 30 metri e anche con la Lazio ha offerto spunti importanti. Contro i bianconeri, però, il suo ingresso non ha portato nulla in più ad una manovra apparsa spenta. Solo in Europa League Sua Emittenza ha lasciato il segno con una rete realizzata contro il Ludogorets in Bulgaria nella gara di andata.

L’Inter crede in lui

L’Inter, comunque, crede in Christian Eriksen. Negli ultimi giorni, infatti, qualcuno aveva sussurrato anche di una possibile cessione a luglio, dopo soli pochi mesi. Nulla di tutto ciò, visto che i nerazzurri hanno puntato su di lui e faranno lo stesso anche il prossimo anno. Alla ripresa del campionato, che qualcuno ipotizza per inizio maggio, il centrocampista danese potrebbe già dare risposte importanti. L’ex Tottenham vuole tornare ai livelli ammirati negli scorsi anni. In questa stagione, infatti, ha pagato probabilmente il fatto di giocare poco agli Spurs a causa della sua situazione contrattuale. Questo periodo, dunque, potrebbe servire al classe 1992 di recuperare la forma fisica e mentale per mettersi a disposizione di Antonio Conte.

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