Zlatan Ibrahimovic ha scritto la storia del calcio mondiale recente insieme a Messi e Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse svedese ha vinto ovunque. Dall’Ajax alla Juventus, passando per l’Inter e il Milan, senza dimenticare il Barcellona, il Paris Saint Germain e il Manchester United. Ora gioca negli Stati Uniti, in MLS ai Los Angeles Galaxy e anche lì sta facendo la differenza. In questa stagione il giocatore sta spostando gli equilibri, realizzando 13 reti in sedici presenze in campionato. In Svezia è considerato una vera e propria leggenda, tanto che ieri gli è stata dedicata una statua a Malmoe.

Ibrahimovic e il ritorno in Serie A

In ogni sessione di calciomercato si parla di un possibile ritorno di Zlatan Ibrahimovic in Serie A. Una suggestione che fa sempre sognare migliaia di tifosi. Ultimamente si è fatta spazio l’ipotesi Genoa, più per un video scherzoso registrato dal classe 1981 ad un tifoso, in cui asseriva di essere pronto ad approdare in rossoblu per vincere lo scudetto. L’attaccante, però, si sente ancora competitivo, come dichiarato ai microfoni di Sky Sport, in occasione dell’inaugurazione della sua statua a Malmoe:

Pronto per la Serie A? Al 100%! Per come mi sento e come gioco faccio ancora la differenza, in Italia e in altri paesi. Giocare in Italia non vedo problemi, faccio meglio di chi c’è”.

Sul campionato italiano: “Secondo me la Juventus sta facendo grandi cose, è il simbolo del calcio italiano per la squadra che ha e per i calciatori che hanno nella squadra. Poi l’Inter sta facendo grandi cose, hanno un grande allenatore, sta spingendo tanto. Altre squadre ci stanno provando ma, secondo me, non sono a livello della Juventus. Un po’ dietro la Juve, c’è l’Inter, secondo me”.

Capitolo Milan e Napoli

Zlatan Ibrahimovic è rimasto molto legato al Milan, con il quale ha vinto uno scudetto nella stagione 2010-2011. Il fuoriclasse svedese ha parlato del momento che sta attraversando la società rossonera:

“Mi dispiace tanto per il Milan perché deve essere un club forte, ma non solo per i risultati, anche per gli investimenti. Devono avere i migliori giocatori al mondo, ma oggi non mi sembra che sia così. Bisogna investire, tutto arriva dalla proprietà”.

Ipotesi Napoli: “Ho un bel rapporto con Ancelotti, è un grande allenatore ma, soprattutto, è una grande persona. Ho avuto la fortuna di conoscere prima la persona e poi di lavorare con lui, di averlo come allenatore. Mi spiace sia durato solo un anno, avrei voluto più anni, perché era un bel periodo per la mia carriera e, secondo me, anche per lui”.

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