Il calcio italiano ha tanti problemi, questo è innegabile. Negli ultimi tempi però, è anche riesploso il tema razzismo dopo i buu razzisti a Kalidou Koulibaly durante Inter-Napoli di fine dicembre. E anche nei match di Coppa Italia (accoppiamenti quarti di finale) andati in scena nel weekend, ci sono stati episodi non concilianti. Si dibatte se i match vadano sospesi come chiede il Napoli, oppure prendere altri provvedimenti.

Gravina e la sospensione dei match per razzismo

Adesso però è arrivata una presa di posizione ufficiale da parte della FIGC. Infatti il presidente Gabriele Gravina, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha specificato: “E’ innanzitutto un problema culturale, su cui dobbiamo lavorare tutti insieme, associazioni sportive e istituzioni del Paese, sensibilizzando le famiglie e le scuole. Sulla repressione del fenomeno, rispetto le idee del ministro Salvini, ma la Figc deve seguire le indicazioni di Fifa e Uefa.

Infortunio De Rossi

Nel prossimo Consiglio federale di fine mese, semplificheremo l’iter di sospensione delle gare previsto dall’articolo 62 delle Noif: contestualmente all’annuncio dello speaker, il gioco verrà temporaneamente sospeso e le squadre si raduneranno al centro del campo. Se i cori continuano, si va negli spogliatoi. A quel punto il responsabile dell’ordine pubblico deciderà se sospendere o riprendere la gara.

Modifiche al VAR e riforme dei campionati

Il numero uno della FIGC ha parlato anche di altri temi. Innanzitutto ha preannunciato una rivisitazione per l’utilizzo del VAR che tanto sta facendo discutere: “Le procedure utilizzate oggi vanno riviste. Nel girone di andata il VAR è stato visto come un peccato di lesa maestà contro gli arbitri, che però tutti i protagonisti del calcio devono cercare di aiutare di più.”

Sulla riforma dei campionati, Gravina ha commentato: “La B tornerà a 22 squadre a meno che il Consiglio Federale non si metta di mezzo. Non accetterò altre vie: se dovessero giungere altri contenziosi sono disposto a usare la forza e a prendere provvedimenti. Detto ciò, se vogliamo cominciare il percorso per far tornare la B a 20 squadre se ne può parlare, ma bisogna sedersi al tavolo e studiare un modo per farlo.

Ho chiesto aiuto al Governo ma fino a oggi sono stati impegnati su altre questioni. Se passa il nostro progetto passeremo a 40 squadre, 20 per la A e altrettante per la B, altrimenti mi vedrò costretto a commissariare. Il calcio non è dei presidenti milionari ma dei tifosi e dobbiamo lavorare per loro. Malagò ha più volte detto di non essere d’accordo, ma ormai la riforma è passata e deve farsela piacere, usando un atteggiamento costruttivo.

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