Fiorentina, Muriel: ‘Paragone con Ronaldo uno stimolo. Il Fenomeno un idolo’

    L'attaccante colombiano ha parlato del continuo confronto fatto con la leggenda brasiliana, soffermandosi anche su Chiesa e la forza della Juventus

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    Uno degli acquisti azzeccati della scorsa sessione invernale di calciomercato è stato sicuramente quello che ha messo a segno la Fiorentina. I viola, infatti, hanno acquistato Luis Muriel dal Siviglia in prestito con diritto di riscatto fissato ad una cifra appena superiore ai 10 milioni di euro. Un grande colpo di Pantaleo Corvino, bravo a sfruttare il buon rapporto con il giocatore, che era fortemente corteggiato anche dal Milan. Il rendimento dell’attaccante colombiano è stato ottimo, con sei reti messe a segno in quattordici presenze di campionato, oltre alle due realizzate in coppa Italia. Questo, però, non è bastato alla Fiorentina, che ormai in Serie A è ben lontana dalle posizioni che contano. Resta, però, la coppa con la semifinale di ritorno che si giocherà domani contro l’Atalanta e che potrebbe rappresentare il viatico per qualificarsi in Europa League.

    Fiorentina, Muriel e il confronto con Ronaldo

    Fin da quando è esploso con la maglia del Lecce, Luis Muriel ha dovuto fare i conti con un paragone abbastanza ingombrante come quello con Ronaldo il Fenomeno. Un confronto dovuto non solo a piccole somiglianze estetiche, ma anche per il modo di giocare, su tutte le sue accelerazioni palla al piede. Un paragone che, però, se prima era ingombrante ora rappresenta un vero e proprio stimolo, come ammesso ai microfoni de La Repubblica:

    “All’inizio mi distraeva, volavo con la testa da un’altra parte. Poi quando ho iniziato a crescere e sono maturato, ho capito che potevano essere una motivazione, un obiettivo. Mi basterebbe fare la metà di quello che ha fatto. Un campione come lui è difficile da rivedere”.

    Ronaldo o Cristiano Ronaldo: “Cristiano è un esempio, ma il mio idolo rimane il Fenomeno”.

    Le qualità di Chiesa e la forza della Juventus

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    Chiesa e il possibile addio a giugno: “Io vivo il presente. Ora lo abbiamo noi e non penso ad altro. Il futuro è tutto da scrivere. È un giocatore con caratteristiche molto diverse da me, ma siamo simili nella velocità palla al piede e nel fatto che usiamo entrambi i piedi per calciare”.

    Il dominio della Juventus: “E questo deve far riflettere. Non è bello, per chi insegue, vedere una squadra vincere otto campionati di fila. Il fatto che vincano sempre gli stessi deve essere una motivazione. Chi insegue deve lavorare di più per arrivare a quei livelli lì. Così come deve far riflettere il fatto che in Champions le squadre italiane, tra tutte la Juve, fanno fatica a raggiungere gli obiettivi. C’è da lavorare tantissimo, sperando che già dal prossimo campionato ci sia un’altra squadra capace di lottare per titolo fino alla fine”.

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