Una ‘telenovela’ estiva che, a meno di clamorosi colpi di scena comunque mai da escludere, non avrà un lieto fine per i tifosi della Sampdoria. Dopo mesi di trattative, rumors, indiscrezioni, closing annunciati e mai arrivati, dichiarazioni e chi più ne ha più ne metta, Massimo Ferrero dovrebbe restare il presidente del sodalizio blucerchiato. Il ‘Gruppo Vialli’, ossia la CalcioInvest LCC, è ormai decisa a tirarsi indietro in maniera definitiva. L’ultimatum è fissato per lunedì 12 agosto, proprio il giorno in cui la Sampdoria compirà il suo 73° compleanno.

L’offerta del Gruppo Vialli

Dopo tutto quello venuto a galla nelle ultime settimane, l’offerta della LCC, con Jamie Dinan e Alex Knaster primi investitori privati, è stata di 85 milioni di euro, ma con all’interno dei bonus da riconoscere a Ferrero. Questi dipendenti da cessioni di alcuni giocatori, Andersen e Praet per cominciare, più queli derivanti dalle percentuali sulle vendite dei vari Muriel, Bruno Fernandes, Schick solo per citarne alcuni. Ma anche riguardanti i piazzamenti della Sampdoria nelle prossime due stagioni, con soldi sicuri in caso di permanenza in Serie A.

Ma il presidente Massimo Ferrero non ci ha voluto ‘sentire’. Nemmeno dopo aver appreso che l’ex presidente, Edoardo Garrone, aveva deciso di garantire i bonus inseriti nell’offerta di Vialli da 55 milioni più 30 appunto di bonus. Il numero uno blucerchiato attuale vuole 100 milioni di euro, tutti e subito, senza bonus. L’unico ‘sconto’ possibile al ribasso è fissato ai 95 milioni cash, ma di qui non si scende. E visto che l’offerta della LCC, come riportato da La Repubblica, non è negoziabile, questa è destinata a cadere nel vuoto senza rilanci.

E adesso cosa succede: Ferrero cosa fa?

La tifoseria blucerchiata non ha di certo preso bene questa notizia e una contestazione è destinata a montare in queste ore. Tuttavia Massimo Ferrero non pare essere preoccupato e le foto che lo hanno ripreso sorridente e in aria di ‘festa’ in quel di Ibiza col collega del Genoa, Enrico Preziosi, lo stanno a testimoniare.

E non sembra nemmeno preoccupato dai ‘conti in rosso’ delle sue attività. Secondo Milano Finanza la Eleven Finance, società immobiliare e cinematografica di Ferrero, affidata alla figlia Vanessa, ha rilevato debiti bancari per 47,7 milioni di euro nel 2017 e debiti tributari per 25,4 milioni, con esposizione di 31,7 milioni solo per il finanziamento ottenuto un anno fa per salvare i suoi cinema dal pignoramento. Nel 2018 invece, le perdite della Eleven Finance erano state pari a oltre 55 milioni di euro, per una situazione delle sue imprese extracalcio parecchio traballante. In più il 20 settembre Ferrero sarà di scena davanti al GUP del Tribunale di Roma, con l’accusa di “appropriazione indebita, autoriciclaggio e utilizzo di fatture false”, con distrazione di 1,2 milioni di euro dal bilancio della Sampdoria dopo la cessione di Pedro Obiang al West Ham nel 2015.

La Sampdoria resta in vendita

Dunque Ferrero aspetta e non molla. La visibilità datagli dal calcio (confermata dal tentativo di acquistare il Palermo) non è ‘barattabile’ con un’offerta al ribasso per la sua Sampdoria. Tuttavia, quanto dichiarato all’ANSA sabato 3 agosto, lascia di certo un club in vendita. “Confermo che il socio Holding Max ha espresso la volontà di cedere la società senza se senza ma, – aveva spiega il numero uno blucerchiato – ma al contempo sottolineo che, fin dall’inizio delle trattative, la richiesta in termini economici non è mai cambiata. La verità è semmai che altri pensano di ottenere un prezzo diverso, non rappresentativo del vero valore della squadra, attivando meccanismi dannosi”.

Una frase, quella iniziale e sottolineata in grassetto, che non può essere interpretata. La Sampdoria è e resta in vendita, ma al prezzo deciso da Ferrero e ritenuto congruo dall’imprenditore romano. Almeno 95 milioni di euro: tutti, maledetti e subito.

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