Il Napoli di Aurelio De Laurentiis è già proiettato alla prossima stagione, dove i partenopei sperano di poter ridurre il gap con la Juventus. E, il 2019-2020, sarà la seconda stagione in panchina per Carlo Ancelotti. Dopo un primo anno di ‘apprendistato’, dove le modifiche apportate al gioco sono state evidenti ma non troppo, il tecnico di Reggiolo adesso vuole incidere in maniera più significativa. Tramite il calciomercato e una campagna acquisti che potrebbe essere più movimentata di quella scorsa.

De Laurentiis sul Napoli del futuro

Lo stesso Aurelio De Laurentiis, nella sua intervista per il Corriere dello Sport, ha parlato di tantissimi temi, nel giorno del suo 70° compleanno. E c’è subito spazio per la suggestione riguardante un possibile ritorno a Napoli di Fabio Quagliarella. “Meriterebbe questa occasione. Non penso sia una questione economica né per noi e neanche per lui, ma una soluzione romantica per chiudere la propria carriera in quella Napoli che lui, per quello che è successo, non ha potuto vivere come avrebbe voluto, gioiosamente”. 

Più in generale, De Laurentiis affronta il tema mercato: “Abbiamo una gradualità di intervento: ci sono calciatori in organico di qualità e anche giovani, penso a Ounas, Verdi, Diawara, e ce ne sono altri in giro, e penso a Inglese e a Rog ma non solo loro, da valutare. Ma siamo consapevoli di dover intervenire, ad esempio in difesa, sulle fasce. A centrocampo non sarà semplice, in attacco abbiamo l’ira di Dio”. 

Ancelotti e Insigne non si toccano

Un futuro che vedrà esserci in panchina ancora Ancelotti: “Ancelotti è l’allenatore del Napoli, con un triennale, per ora. C’è chi ha pensato di sparare nel mucchio, aprendo a chissà quale irrealizzabile prospettiva. Io sono contentissimo di lui e lui è felice di stare qua. Il 31 ci vedremo a Capri, festeggeremo il suo compleanno”. Si parla anche del futuro di Insigne: “Ha vissuto un periodo di appannamento che ha inciso nella sua psicologia. Quando ritroverà la condizione, si sentirà più libero nelle giocate. E dopo quell’appuntamento a casa di Ancelotti, presente Raiola, il caso non è più esistito”. 

Infine una battuta sullo Scudetto sfiorato nella passata stagione: “Moralmente lo abbiamo vinto noi. Io so che quel titolo è nostro. Ma so anche che nel calcio esistono agenti esterni – non calciatori e allenatori – che finiscono per essere condizionanti: e quando questi fattori verranno sconfitti e si potrà parlare di credibilità, allora certe cose non accadranno”. E un retroscena: “Giorni fa mi si è avvicinato un signore con fare amichevole ma anche circospetto. Sai, Aurelio, ho la possibilità di presentarti un acquirente che avrebbe intenzione di offrire 900 milioni di euro. Ho sorriso e gli ho ribadito che il Napoli non è in vendita. Qui c’è soltanto bisogno di un uomo con la capacità di tenere la rotta giusta”. 

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