Doveva essere la serata del riscatto, quella in cui poter dire il Milan è tornato. E invece si è trasformata nell’ennesima serata storta, in un’altra notte tutta da dimenticare. I rossoneri vengono travolti in casa per 3-1 dalla Fiorentina, incassando la quarta sconfitta in sei partite. E per Marco Giampaolo la situazione diventa complicata, col tecnico di Bellinzona già appeso ad un filo. La contestazione dei tifosi rossoneri è montata forte già ad inizio secondo tempo, non risparmiando nemmeno la società. Tutti sotto accusa, per un Milan già in clamorosa crisi.

LA CRONACA DELLA PARTITA – Il posticipo domenicale della sesta giornata di Serie Amette di fronte il Milan di Marco Giampaolo e la Fiorentina guidata dall’ex di turno Vincenzo Montella. Il Milan non è partito col piede giusto e le tre sconfitte nelle prime cinque giornate ne sono la fotografia più limpida. I rossoneri poi, sono reduci forse dalla migliore prestazione di questo avvio, eppure è arrivato comunque un ko. Il 2-1 subito a Torino contro i granata di Mazzarri ha lasciato l’amaro in bocca, specie per le tante occasioni sciupate. Dall’altra parte c’è una Fiorentina rivitalizzata dalla prima vittoria in campionato, una gioia che mancava in Serie A addirittura da febbraio scorso. Il successo per 2-1 contro la Sampdoria ha generato entusiasmo e adesso i viola non vogliono fermarsi, anche sfruttando un Ribery in grande forma.

Sul fronte formazioni ufficiali, Marco Giampaolo si affida all’ormai classico 4-3-3 con Calabria, Musacchio, Romagnoli e Theo Hernandez davanti a Donnarumma. In mezzo al campo Benaccer è il regista con Kessié e Calhanoglu mezz’ali, mentre davanti Suso e Leao a sostegno di Piatek. Risponde Vincenzo Montella con lo schieramento 3-5-2. Davanti a Dragowski ci sono Milenkovic, Pezzella e Caceres, con Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli e Dalbert a metà campo. In avanti spazio per l’ormai coppia fissa formata da Chiesa e Ribery.


Primo tempo, Fiorentina avanti 1-0


Leao-Milenkovic, Milan-Fiorentina

Il match inizia con un Milan aggressivo e propositivo, anche se il primo pericolo del match è creato dalla Fiorentina: Ribery controlla un pallone sulla trequarti e fa correre Chiesa, il numero 25 fa rimbalzare il pallone e calcia, con parata sporca, ma efficace, di Donnarumma. Ma alla prima leggerezza i rossoneri vanno sotto al 12’. Errore di Calhanoglu a centrocampo, riparte Ribery che va via con una magia al limite a due difensori, poi Donnarumma lo ipnotizza, ma sulla palla vagante Chiesa viene agganciato in area da Bennacer. Rigore che Giacomelli fischia prontamente e realizzato da Pulgar.

Il Milan va in difficoltà, anche perché a livello emotivo la situazione diventa molto complicata. Al 24’ il primo accenno di reazione con Suso che controlla e fa partire un sinistro potente che Dragowski alza in corner. Ma quando attacca la Fiorentina è sempre pericolosa, come al 28’ quando Castrovilli segna la rete del 2-0, ma l’assist di Chiesa arriva con l’esterno in offside. Nel finale di tempo il Milan ci prova, ma senza convinzione. E i tifosi rossoneri fischiano copiosamente la propria squadra.


Secondo tempo, sprofondo Milan


gol Castrovilli, Milan-Fiorentina

Il secondo tempo si apre con un cambio nel Milan, dentro Krunic per Kessié. L’inizio dei rossoneri è confortante, ma il match si chiude di fatto al 55’: brutto fallo di Musacchio su Ribery, con l’argentino ammonito. Ma la gravità del fallo, tramite il VAR, è giudicata maggiore da Giacomelli che espelle l’argentino. Il Milan esce di scena, con Duarte che rileva Piatek. E al 66’ la Fiorentina raddoppia: ripartenza con Milenkovic che apre a destra per Chiesa, cross radente al centro intercettato da Donnarumma, ma sul tap-in arriva Castrovilli che mette dentro.

La contestazione su San Siro è feroce da parte dei tifosi e Chiesa al 70’ grazia il Milan, sbagliando un calcio di rigore, ipnotizzato da Donnarumma. Penalty concesso per un altro fallo di Bennacer su Castrovilli. Ma è solo questione di tempo, con la Fiorentina al 78’ sul 3-0: altro contropiede dei viola, palla a Ribery che, con una finta, manda al bar Calabria e Duarte, infilando poi Donnarumma con un destro a botta sicura. L’unico sussulto del Milan arriva all’80’ col gol di Leao: l’attaccante rossonero scarta prima Pezzella, dribblando poi anche Milenkovic sullo stretto e batte Dragowski in uscita con un tocco mancino. Ma non succede altro, per il Milan è notte fonda.


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