La piazza di Firenze ha fatto il pieno di entusiasmo con il cambio di proprietà e le nuove possibili prospettive future. Rocco Commisso, proprietario e presidente della Fiorentina, ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport – Stadio, dove ha toccato moltissimi temi. Dal futuro di Federico Chiesa, al possibile ritorno di Batistuta da dirigente e tanto altro.

Commisso su Chiesa e Batistuta

Sul futuro di Chiesa, il presidente Commisso ha dichiarato: “Non ho voluto disturbare lui e la sua concentrazione. Non ho chiamato neanche il padre per lo stesso motivo: stava giocando un Europeo importantissimo. Ho fiducia di tenerlo con noi e di renderlo una bandiera, costruendogli una squadra attorno. Siamo orgogliosi di lui: è figlio del settore giovanile, simbolo di una squadra e già azzurro.

Batistuta? Abbiamo parlato e continueremo a farlo. Se ci saranno le condizioni, sarà con noi. Ora è rientrato in Argentina per motivi personali. Non appena li avrà risolti, riprenderemo a parlare. Non è una bandiera della Fiorentina, è un bandierone… Nella nostra famiglia viola c’è posto anche per lui.

Organigramma Fiorentina e futuro

Sull’organigramma della Fiorentina: “Barone sarà l’ad, ha seguito tutto dall’inizio. Antognoni sarà il riferimento della squadra e per la parte tecnica abbiamo Pradè, con Montella allenatore. Vi confesso che Pradè l’ho conosciuto appena arrivato in Italia, dopo i giorni milanesi. Ci siamo visti prima della mia partenza e abbiamo parlato a lungo, la prima volta quattro ore. Ci siamo piaciuti subito: è un gran lavoratore. Stessa cosa per Montella.

Se mi aspettavo tutto questo entusiasmo? No, come potevo saperlo? Ma soprattutto, lo stesso calore è stato riservato anche a mia moglie…Indirettamente mi ha spinto proprio lei ad acquistare la Fiorentina. Sapeva che volevo affacciarmi sul calcio italiano e mi ha detto di prendere la squadra di una bella città. Il Calcio Storico poi mi ha fatto fare un viaggio nelle tradizioni, è stato bellissimo.

Aspettative? I migliori affari che ho accettato sono stati tutti di corsa, sono un istintivo. Il 24 maggio ho firmato la lettera di intenti con i Della Valle, per comprare il club. Ho chiesto che Barone venisse al Franchi, poi abbiamo saltato anche la fase della due diligence, quella in cui si calcolano i rischi. Se la Fiorentina fosse retrocessa, forse non sarei qui: anche la squadra ha fatto la sua parte. Firenze merita una bella squadra, per rincorrere il desiderio di vincere sempre. Senza sogni non si vive, e io sogno che, in un tempo che non posso quantificare, di portare la Fiorentina in alto, anche a lottare per lo Scudetto. L’ho detto fin dall’inizio: c’è da provare a interrompere l’egemonia della Juventus”.

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