Le voci e le notizie su una possibile cessione della Sampdoria stanno riempiendo i quotidiani da giorni. Un incontro a Londra col fondo americano interessato al club blucerchiato, York Capital, slittato a data da destinarsi secondo indiscrezioni. Tuttavia sin qui il presidente della Samp, Massimo Ferrero, non aveva voluto commentare tutti questi rumors. Gianluca Vialli, nome di garanzia del fondo, aveva preferito glissare ad inizio settimana, ora però è stato lo stesso Ferrero ad uscire allo scoperto e fare chiarezza.

Le parole ‘infastidite’ di Ferrero

Un faccia a faccia in quel di Londra, che avrebbe dovuto vedere anche la presenza di Ferrero e Romei, oltre a quella di Vialli e del fondo York. Ma il numero uno blucerchiato, ai microfoni de Il Secolo XIX, ha voluto smentire: “Ecco la foto di dove sto entrando, vi sembra Londra o Roma? E se vi interessa aggiungo che Romei sta in treno, tornando da Milano, diretto pure lui qui nella capitale. Continuate tutti a scrivere che vendo la Samp, che l’ho già venduta, che la venderò tra poche ore. Ormai non ascolto neppure più questi annunci e mi sono stancato di intervenire. L’unica cosa da fare è riderci su come abbiamo fatto in Lega a Milano con Preziosi. Ci siamo detti ‘io ho il fondo inglese, tu quello americano, ma c’è anche qualcuno che ci mette i soldi visto che al momento ne ne parla mai nessuno?'”.

Ferrero ha poi proseguito: “Tutti parole, fiumi di parole, ma di fatto nessuna offerta concreta. La mia gestione ha trasformato la società in un’azienda che fa utile e cresce come riconosciuto dai bilanci e dagli analisti. Ma in questo processo la Samp è diventata un altro mio figlio perchè succede così quando ti dedichi anima e corpo a qualcosa, che sia una società di calcio, una sala cinematografica o un’altra azienda.”

Ferrero spiega ‘cosa serve’ per cedere la Sampdoria

Ferrero è un fiume in piena e spiega cosa serve per poter prendere in considerazione la cessione della Sampdoria.

“Oltre a un’offerta reale, come si fa quando si compra una casa o qualsiasi cosa, servirebbe anche un nome, un cognome e soprattutto un progetto che dimostri la volontà di portare avanti questo processo di crescita rendendo la società sempre più forte e migliore. A oggi di tutto questo non c’è niente. Quindi non parlate di trattative ma piuttosto cercate se c’è qualcuno interessato davvero al bene della Samp, di oggi e di domani. Ogni cosa è in vendita alla giusta cifra e giuste condizioni. Il resto sono parole al vento per farsi pubblicità”.

Sul possibile prezzo di vendita: “Non mi interessa neppure stimarlo, chi si occupa di queste cose sa bene che ci sono dei moltiplicatori da unire al fatturato e al bilancio per calcolare il valore di un club di calcio. Il quanto vale è un discorso relativamente semplice, molto più difficile mettere nero su bianco un’offerta, cosa che infatti non ho visto. Se succederà, e se la cifra sarà equa per quello che vale la Samp, anche in termini di storia e di passione dei suoi tifosi, allora sarò il primo a comunicarvelo. Altrimenti sono solo parole che rischiano di disturbare l’ambiente senza che ci sia nulla”.

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