Il Cagliari è stato sicuramente la rivelazione di questa prima parte della stagione. I sardi si ritrovano in piena zona Champions League, al terzo posto con 24 punti, alla pari con la Lazio quarta e a più due sull’Atalanta e sulla Roma. I rossoblu hanno ceduto all’Inter un elemento importante come Nicolò Barella ma, allo stesso tempo, hanno reinvestito rinforzando pesantemente la rosa. Proprio dai nerazzurri è arrivato il fiore all’occhiello della sessione estiva di calciomercato, Radja Nainggolan. Il belga è stato preso in prestito secco ma adesso si comincia a discutere anche del suo possibile acquisto a titolo definitivo. Marotta non farà muro ma potrebbe chiedere in cambio il cartellino di Nahitan Nandez, altro acquisto importante di questa estate. Il centrocampista uruguaiano è arrivato dal Boca Juniors per 18 milioni di euro.

Cagliari, i tempi di recupero di Nandez

Cagliari, retroscena Barella

gol Barella, Inter-Verona

Uno dei tormentoni di mercato degli ultimi mesi in casa Cagliari è stato rappresentato dal futuro di Nicolò Barella. Il centrocampista è stato ceduto all’Inter per una cifra superiore ai 40 milioni di euro tra prestito oneroso e obbligo di riscatto. Già a gennaio, però, il giocatore sembrava destinato all’addio visto l’interesse di altri top club come Napoli, Chelsea e Atletico Madrid. A svelare i retroscena sulla cessione del classe 1997 è stato il direttore sportivo del Cagliari, Marcello Carli:

L’interesse dell’Atletico Madrid: “Tommaso Giulini ha tenuto duro per Nicolò, non avrebbe voluto cederlo se non alle sue condizioni. Ma rinviava, rinviava, girava e prendeva tempo. Un giorno lo convocò l’Atletico a Madrid, Berta su indicazione della sua proprietà si sarebbe svenato. Lui mi disse “Marcello, vacci tu, fatti offrire la luna, tanto non lo cedo”. E così fu. Poi, alla lunga, è stato inevitabile”.

Retroscena a gennaio: “Lo scorso gennaio il Napoli si superò, come l’Atletico. Giulini disse no. Il Chelsea avrebbe fatto di tutto e di più, Sarri avrebbe voluto prenderlo malgrado il blocco del mercato”.

Cessione inevitabile: “A un certo punto capimmo che non avremmo potuto trattenerlo. Ma alle condizioni di Giulini, senza sconti, e pensando alle rinunce fatte in passato. Io sono stupito da Barella”.

Cosa stupisce: “Che avesse forza e personalità, lo sapevamo. Ma che potesse andare meno di istinto e più di ragionamento per far risaltare le sue enormi qualità, non pensavo così rapidamente. I meriti di Conte devono essere enormi”.

Il colpo Nainggolan

Ai microfoni de Il Corriere dello Sport, il direttore sportivo del Cagliari si è soffermato anche sul colpo Nainggolan:

Nainggolan come un super attico: “Rog è la bella casa, ma a un certo punto ti dicono che puoi avere il superattico al centro di Roma. Non te l’aspetti, non lo avevi immaginato, ma se te lo propongono, cosa fai? Accetti. Nainggolan è il superattico, ha due famiglie: la sua e il Cagliari. Non ci abbiamo pensato un secondo, all’inizio non stava benissimo per un problema al polpaccio. La forza fisica per lui è essenziale per sprigionare la sua indiscutibile tecnica. Ora è al top. Io gli dissi poche parole”.

Cosa gli è stato detto: “La prima volta che l’ho incrociato gli ho sussurrato “tu per noi puoi essere una grande opportunità. Oppure un grande problema”. E’ stato fin qui esemplare, non l’ho mai visto rimproverare un ragazzino oppure assumere atteggiamenti da superdivo”.

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