Lazio, Lotito tra la questione stadio, Milinkovic-Savic e Simone Inzaghi

    Il patron della Lazio ha festeggiato i 15 anni di presidenza della società biancoceleste parlando di un grande rimpianto e dei progetti futuri

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    Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha festeggiato i suoi 15 anni alla guida del club biancoceleste. Una gestione sicuramente sicuramente positiva visto che si tratta del secondo patron più vincente della storia dopo Cragnotti. Anche a livello economico, poi, il club è in piena salute, nonostante lo scorso anno abbia resistito agli assalti a Milinkovic-Savic, con tanti club pronti a mettere sul piatto più di 100 milioni di euro. Il centrocampista serbo, però, questa volta potrebbe essere ceduto e in queste settimane è finito nel mirino di Inter, Paris Saint Germain e Manchester United.

    Lazio, Lotito e il rimpianto stadio

    Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di ‘Sportmediaset’ per parlare dei suoi primi 15 anni alla guida della società biancoceleste e non solo:

    Il grande rimpianto: “Non aver realizzato lo stadio. Lanciai l’idea nel 2005 e in quel momento era stato proposto un progetto che sarebbe stato un fiore all’occhiello per la città di Roma, una cosa molto particolare di cui si sarebbe discusso in tutto il mondo. Sarebbe stato un volano economico per la Lazio e avrebbe consentito di accelerare il processo di crescita della società”.

    La prossima sfida: “Di mettere la società in condizione di avere una forza tale per poter combattere con tutti. La Lazio adesso fattura 180 milioni di euro, la Juventus 460. Noi vogliamo attenuare questo gap, tramite idee e organizzazione scoprendo giocatori che non abbiano il nome ma che poi diventino di nome. Questo sicuramente consentirebbe alla Lazio di poter ambire a traguardi diversi. Grandi ci si diventa e noi vogliamo diventare grandi”.

    Obiettivo Champions: “Mi auguro che questo sia l’anno in cui ci sia la consapevolezza delle nostre potenzialità. Vogliamo memorizzare le esperienze negative e fare in modo che le potenzialità di questa squadra possano esprimersi al meglio”.

    Il futuro di Milinkovic-Savic, Tare e Inzaghi

    Lotito ha sottolineato anche la possibilità di non vedere Milinkovic-Savic alla Lazio nella prossima stagione:

    “Non è un problema economico e parlare di soldi vorrebbe dire minare anche il rapporto che ho con lui. E’ attaccato ai colori della Lazio e giustamente ha le sue ambizioni. Noi consideriamo la squadra una grande famiglia e tutti devono dare il massimo. Lo scorso anno ho avuto il coraggio di respingere offerte importanti, ma quest’anno per gli impegni assunti col giocatore e col suo staff e per quello che ha dimostrato avrei meno armi da spendere. Vediamo quello che succede, la società non sta facendo nulla per spingere affinché ciò accada né sta facendo nulla affinché ciò non accada. La Lazio si rimetterà solo al mercato, nel rispetto della società e del ragazzo”.

    La permanenza di Inzaghi e Tare: “Ciò che ha fatto Inzaghi fa parte dell’ordine delle cose, è nato alla Lazio e fa parte del mondo Lazio. Io gli ho solo dato la possibilità di potersi esprimere. Tutti aspirano ad andare nelle squadre più blasonate, ma io vorrei far capire alle persone che il blasone nasce dall’ambiente, non da quello che hanno rappresentato in passato. Io mi auguro che il blasone sia un ambiente familiare favorevole, ben organizzato e dove ognuno sentendosi a casa propria possa esprimersi al 100%. Ritengo che la scelta di Inzaghi e Tare di restare sia stata giusta. Tare è molto attaccato alla società e la sua permanenza è un ulteriore stimolo per intraprendere tutta una serie di iniziative. Ha maturato l’idea che questa è casa sua e che qualsiasi altra destinazione gli avrebbe consentito di avere maggior guadagno, ma minor soddisfazione”.

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