La quinta giornata della fase a gironi di Champions League, dopo le vittoria di Juventus e Atalanta, con le altre due squadre italiane impegnate. Il Napoli di Carlo Ancelotti di scena ad Anfield Road contro il Liverpool, mentre l’Inter di Antonio Conte all’Eden Arena contro lo Slavia Praga. E sono arrivati due risultati positivi: i partenopei hanno pareggiato per 1-1 contro i Reds, mentre i nerazzurri hanno battuto per 3-1 i cechi.


LIVERPOOL-NAPOLI 1-1

Sul fronte formazioni ufficiali, Carlo Ancelotti sorprende tutti e manda in campo il Napoli col 3-5-2. La grande novità è la presenza di Di Lorenzo al posto di Callejon, con Maksimovic scelto come terzo di difesa, in aggiunta a Manolas e Koulibaly, mentre a sinistra c’è Mario Rui, di rientro dopo un problema muscolare. In attacco, con Insigne e Milik indisponibili, scelte obbligate con Lozano e Mertens. Infine il trio Allan-Zielinski-Fabian in mediana. Klopp invece conferma il solito Liverpool col 4-3-3 e tridente Salah-Fimino-Mané.


esultanza gol Mertens, Napoli-Brescia

Primo tempo giocato bene dal Napoli e col Liverpool che al 19′ è costretto a rinunciare a Fabinho, al suo posto Wijnaldum. Al 21′ però Napoli sull’1-0: Di Lorenzo vede lo scatto di Mertens nello spazio e lo premia, il lancio è perfetto col belga che scatta sul filo di fuorigioco e arriva a tu per tu con Alisson, battendolo con un preciso destro in diagonale. Il Liverpool fatica moltissimo, trovando l’unica battuta a rete pericolosa al 49′ con Milner, ma Meret è attento e sventa la minaccia.

Secondo tempo, finisce pari

La ripresa si apre con un Liverpool più aggressivo e al 55′ sfiora il pari: Gomez appoggia a Henderson, che va al cross morbido, Meret sbaglia l’uscita e Firmino calcia a porta vuota, ma sulla linea c’è Koulibaly a respingere. La pressione dei Reds aumenta e dopo un grosso rischio sul colpo di testa di Firmino, arriva l’1-1 al 65‘: sugli sviluppi di un corner Lovren salta sulle spalle di Mertens e di testa batte Meret. I ritmi quasi comprensibilmente si abbassano, con due squadre più vicine alla qualificazione. Finisce 1-1 e al Napoli, adesso, per qualificarsi basterà anche un pareggio nell’ultimo turno contro il Genk al San Paolo.


SLAVIA PRAGA-INTER 1-3

Sul fronte formazioni ufficiali, Antonio Conte mette in campo i suoi col 3-5-2, con la conferma di Lautaro Martinez e Lukaku in avanti. Borja Valero titolare dal 1′ al posto di Barella infortunato, con Vecino e Brozovic mezz’ali. Dall’altra parte 4-2-3-1 per lo Slavia Praga, con l’ex Cagliari Husbauer titolare in mezzo al campo.


Hovorka-Lukaku, Inter-Slavia Praga

Il primo tempo dell’Eden Arena inizia con uno Slavia aggressivo, ma è l’Inter a passare in vantaggio al 19‘: Lukaku lavora un pallone sulla destra, resta in piedi nonostante due ‘sportellate’ subite alle spalle, pallone arretrato col destro e Lautaro in girata insacca sotto la traversa. Al 35′ c’è però un episodio svolta: errore clamoroso di Frydrych che perde palla sulla pressione di Lautaro, assist per Lukaku che tutto solo insacca il tap-in del 2-0. Tuttavia l’arbitro Marciniak viene richiamato al VAR a valutare un contatto precedente nell’area dell’Inter tra De Vrij e Olayinka. E dopo la revisione viene assegnato il rigore ai cechi, ‘cancellando’ lo 0-2. Dal dischetto Soucek spiazza Handanovic e fa 1-1.

Secondo tempo, decidono Lukaku e Lautaro

Nel secondo tempo l’Inter attacca a testa bassa, ma con molta sfortuna. Prima è Lukaku a centrare una traversa di testa sul cross di Candreva, poi è invece Brozovic a colpire il montante con un destro dal limite. Conte nel finale si gioca il tutto per tutto inserendo Lazaro ed Esposito, passando ad uno schema più offensivo. E all’81’ Inter nuovamente in vantaggio: Lazaro lancia centralmente, velo di Lautaro e Lukaku parte in progressione, sullo scivolone del suo marcatore, il belga salta il portiere e insacca a porta vuota. E in contropiede all’88’ arriva anche il 3-1 con un destro al volo di Lautaro Martinez, ancora imbeccato da Lukaku. E adesso all’ultima giornata, con un Barcellona già qualificato dopo il 3-1 al Dortmund, servirà una vittoria per andare avanti se i tedeschi, a loro volta, batteranno i cechi.


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