L’Atalanta non riesce ancora a fare il suo primo storico punto in Champions League, perdendo al Giuseppe Meazza per 2-1 contro lo Shakhtar. Tanti rimpianti per gli orobici, che fino all’ultimo ha provato a vincere la partita, aperta con la rete di Zapata. Poi la rimonta ucraina con Moraes al 41′ e Solomon al 95′.

LA CRONACA DELLA PARTITA – Si torna in campo in Champions League e l’Atalanta di Gian Piero Gasperini è subito protagonista al Giuseppe Meazza di Milano per affrontare lo Shakhtar Donetsk, nella seconda giornata del Gruppo C. L’Atalanta deve assolutamente riscattare il brutto ko subito all’esordio in Croazia per mano della Dinamo Zagabria. Un 4-0 pesante che fa ancora male agli orobici, adesso vogliosi di rimettersi in carreggiata. Dall’altra parte c’è uno Shakhtar Donetsk allo stesso tempo in cerca di riscatto, dopo aver perso nettamente per 3-0 in casa in quel di Karchiv contro il più forte Manchester City.

Sul fronte formazioni ufficiali, Gian Piero Gasperini mette in campo l’Atalanta con l’ormai collaudato modulo 3-4-1-2. In porta c’è Gollini, davanti a lui il trio difensivo è composto da Toloi, Palomino e Masiello. A centrocampo solita linea a quattro formata da Hateboer, De Roon, Pasalic e Castagne, mentre in avanti Gomez ad ispirare Ilicic e Duvan Zapata. Risponde Luis Castro con lo schieramento 4-2-3-1 molto offensivo. Davanti a Piatov ci sono Ismaily, Bolbat, Kyvtsov e Matviyenko, con Stepanenko e Alan Patrick a metà campo. In avanti spazio per il talento di Marlos, Taison e Kovalenko alle spalle di Junior Moraes.


Primo tempo, 1-1 all’intervallo


gol Junior Moraes, Atalanta-Shakhtar

Il match inizia su ritmi altissimi e con l’Atalanta pericolosa al 4’: Ilicic favorisce la sovrapposizione di Hateboer, che arriva sul fondo e crossa sul primo palo per Zapata, anticipato tempestivamente in angolo. E al 14’ per gli orobici arriva la grande occasione: triangolo Ilicic-Gomez, che di tacco restituisce la palla allo sloveno, atterrato in area. Il check del VAR conferma il calcio di rigore ma lo stesso Ilicic dal dischetto si fa respingere il sinistro incrociato da Pyatov. L’Atalanta non si abbatte e al 28’ passa in vantaggio: azione lunghissima che prima vede Pasalic colpire un palo, su proseguimento Hateboer mette dentro dalla destra, Pyatov sbaglia l’uscita e Zapata lo punisce di testa.

Lo Shakhtar è squadra esperta e navigata, non perde la calma e reagisce subito con un sinistro di Marlos che impegna Gollini nella respinta. Gli ucraini prendono campo e al 41’ arriva il meritato 1-1: si fa sorprendere l’Atalanta, con la palla filtrante di Taison per Junior Moraes, il numero 10 salta anche Gollini e col sinistro mette in rete. E al 48’ gli ospiti sfiorano anche il raddoppio, ma la punizione di Marlos, per fortuna dei nerazzurri, colpisce la traversa salvando Gollini.


Secondo tempo, l’Atalanta perde all’ultimo secondo


Gasperini, allenatore Atalanta

Il secondo tempo si apre su ritmi meno alti e con uno Shakhtar comunque sempre in controllo. Allora Gasperini al 58’ opera un doppio cambio: dentro Malinovskyi per Ilicic e Gosens per Hateboer. L’Atalanta riprende vigore e al 63’ sfiora il nuovo vantaggio: cross teso e basso di Gomez da destra, Zapata anticipa Pyatov ma mette fuori di un soffio. Il colombiano resta il più pericoloso, come al 68’: palla geniale in verticale per Zapata, che prende posizione su Matviienko e gira col destro a rete trovando l’opposizione di Pyatov.

Pochi secondi dopo Gasperini manda in campo anche Muriel per Masiello, sbilanciando in avanti la squadra. Subito pericoloso l’ex Fiorentina, ma anche lo Shakhtar in ripartenza si rende insidioso con un sinistro di Stepanenko che costringe Gollini alla deviazione in corner. La prima chance buona per vincerla l’Atalanta ce l’ha al minuto 88, quando Malinovskyi carica il sinistro da fuori e manda la palla a centimetri dal palo sinistro difeso da un Pyatov immobile. E la seconda arriva al 90’, ma Pyatov è ancora decisivo sul sinistro di Gomez. Al 95′ però lo Shakhtar fa suo il match: contropiede di Taison che serve Solomon in area, Castagne con un intervento alla disperata gli sposta la palla quanto basta per mandare fuori tempo Gollini e mette dentro a porta vuota.


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