Ajax, l’ex Endt attacca: “Serve una vendetta, la Juventus nel ’96 era un po’ dopata…”

David Endt, ex team manager dell'Ajax, ha ricordato la finale di Champions Lague del 1996 lanciando accuse pesanti alla Juventus

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Manca ancora un po’ al 10 aprile, giorno in cui si giocherà la sfida di andata dei quarti di finale di Champions League tra Ajax e Juventus. Un sorteggio sulla carta non impossibile, ma una doppia sfida da prendere con le molle, dato che i lancieri arriveranno senza molto da perdere e con grande entusiasmo, dopo aver eliminato il Real Madrid. E sarà poi un match ‘amarcord’, che fa tornare in mente dolci ricordi alla Juventus e ai suoi tifosi, col successo del 1996 nella finale di Roma. Era il 22 maggio e il rigore decisivo segnato da Vladimir Jugovic battendo van der Saar regalò la coppa ai bianconeri.

L’ex David Endt attacca la Juventus

E a scaldare questa attesa che porterà ad un nuovo capitolo di Ajax-Juventus, ci ha pensato David Endt, ex team manager dei Lancieri, che ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha ricordato la sfida del 1996 lanciando accuse pesanti ai bianconeri:

“La Juventus è veramente la favorita, su questo non ci sono dubbi. Ma con questo gioco spregiudicato dell’Ajax tutto è possibile, non si sa mai. E poi, abbiamo qualcosa per cui vincere… una vendetta direi, vero, verissimo, perché all’epoca a Roma abbiamo giocato contro una Juve che poi dopo si è rivelata forse un po’ dopata, non si sa… E questo brucia ancora, è un altro motivo, con tutto il rispetto che si ha per la Juve”. Di certo non frase così dolci, che faranno sicuramente discutere.

Gli sviluppi del ‘caso Ronaldo’

Nel frattempo a tenere banco, sempre in vista di Ajax-Juventus, è la questione ralativa al ‘caso Ronaldo‘ e al procedimento disciplinare avviato ufficialmente dalla UEFA per il gesto di CR7 nel match contro l’Atletico Madrid. Come riporta La Stampa, i legali della Juventus valutano il caso. Tutto ruota attorno ai due commi al punto 2 dell’articolo 11: nel primo (il b) si parla di “violazioni delle regole di decenza”, nel secondo (il d) dei comportamenti che “portano discredito al mondo del calcio e in particolare all’Uefa”.

Per questo la sanzione dovrebbe essere una multa, anche se deciderà la Commissione nella seduta prevista per giovedì 21 marzo. Questa è composta da nove membri più un presidente, l’austriaco Partl, nominati dalla Uefa ma indipendenti. Può decidere al completo, in formazione ridotta, in alcuni casi anche con un solo giudice. La Juventus potrebbe presentare una memoria difensiva, poi la commissione si riunirà per la decisione. Ma il ‘pericolo squalifica’ dovrebbe essere scongiurato.

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