In casa Roma è già tempo di rivoluzioni, anche se siamo solo a marzo. Due mesi per Claudio Ranieri e il suo staff, nel tentativo di portare i giallorossi in zona Champions League. Un compito non facile, ma non impossibile. Il tecnico romano non ha potuto dire no alla proposta della squadra della sua città, un po’ come già successo nel settembre del 2009. Un ritorno alle origini per il ‘testaccino’ che adesso vuole centrare l’obiettivo, dopo aver sfiorato lo Scudetto nel 2010.

L’emozione di Ranieri appena arrivato

L’esordio in panchina di Ranieri arriverà lunedì prossimo nel monday night della 27esima giornata contro l’Empoli. Subito un match da vincere, anche se le assenze sono tantissime (Fazio, Kolarov e Dzeko squalificati, Manolas, De Rossi, Pellegrini e Under infortunati). Ai microfoni di Roma TV, Ranieri ha raccontato la sua emozione.

“Tornare a Roma per me significa tanto, tutto. Sono stato tifoso della Roma fin da bambino, poi giocatore e allenatore. Stanotte quando ho saputo di poter essere io l’allenatore non ho dormito. Sono tornato a Trigoria, l’ho trovata cambiata con molte cose nuove. Si sta dando una struttura da squadra internazionale e questo da tifoso non può che farmi piacere. Chiederò ai giocatori di dare il meglio di loro in queste ultime dodici partite, di aiutarsi e di sentire il valore della maglia e di appartenere a questa città, come tutti i tifosi vogliono. Solo se danno tutto quello che hanno io sarò appagato, questo per me conta più del risultato.

Dobbiamo tirar fuori il meglio che abbiamo, con l’attaccamento alla maglia. È normale che i tifosi non siano soddisfatti, ma se vedono che i calciatori in campo danno il massimo e poi magari all’ultimo l’arbitro non concede un rigore sanno apprezzare comunque l’impegno della squadra. I ragazzi sono sensibili, alcuni potrebbero essere non abituati, essendo giovani, ad una piazza così importante, chiedo ai tifosi di stargli vicino ed incoraggiarli anche e soprattutto nei momenti difficili, perché poi alla fine chi soffre veramente siamo noi tifosi”.

La Roma del futuro

Tuttavia è anche partita la programmazione per il futuro. Non si può attendere, anche se ovviamente una qualificazione o meno in Champions League dei giallorossi cambierebbe le prospettive. Ma i contatti ci sono sia per la nuova guida tecnica che per un direttor sportivo che prenda il posto di Monchi.

Per la poltrona di ds, tra i nomi che circolano, ci sarebbe quello di Luis Campos, attualmente al Lille. Ma ci sono anche altri profili. Si parte da Ausilio e Giuntoli, rispettivamente ds di Inter e Napoli, passando dall’outsider Petrachi e Mirabelli, con quest’ultimo che si sarebbe addirittura proposto.

Sul nome del nuovo allenatore iniziano a spuntare i primi nomi. Ranieri resterà in carica fino al termine della stagione, possibile per lui poi un ruolo anche in società. Per il domani i papabili potrebbero essere Maurizio Sarri, Gian Piero Gasperini e Marco Giampaolo, che però sono tutti tecnici sotto contratto. Dunque anche la scelta del nuovo ds influenzerà la decisione sul nuovo tecnico. Ma prima 12 partite per capire che futuro attende la Roma.

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