Uno dei giocatori che potrebbe infiammare la prossima sessione di calciomercato è sicuramente il centrocampista croato, Ivan Rakitic. Il vice campione del mondo ha chiesto il rinnovo di contratto, attualmente in scadenza a giugno 2021, con conseguente aumento di ingaggio. Il club spagnolo, però, al momento, non sembra disposto a sedersi al tavolo delle trattative. I blaugrana, anzi, in quel ruolo hanno già chiuso l’acquisto di De Jong dall’Ajax e sono in lizza per accaparrarsi Adrien Rabiot, in scadenza di contratto con il Paris Saint Germain. Per questo motivo si è cominciato a parlare di una sua possibile cessione e su di lui c’è l’Inter. I nerazzurri cercano un grande rinforzo in quella zona di campo dopo il mancato acquisto di Modric.

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Rakitic e il suo futuro con l’ipotesi Inter

Nel futuro di Ivan Rakitic potrebbe esserci l’Inter. I nerazzurri hanno già incontrato il Barcellona per cominciare ad intavolare una trattativa. Il centrocampista croato, in questo momento, dà priorità ai blaugrana ma senza il rinnovo l’addio sembra praticamente certo. La sua quotazione si aggira intorno ai 50 milioni di euro, una cifra non eccessiva per la società nerazzurra, soprattutto in caso di qualificazione in Champions League. Intervistato ai microfoni di GQ, il giocatore ha parlato della sua carriera e di quando potrebbe arrivare l’addio:

“Se penso di poter emulare Ryan Giggs e giocare fino a 40 anni? Spero di arrivare a 41, in questo periodo mi sento in uno stato perfetto. Mi piace molto il calcio”.

I complimenti di Mourinho e l’avventura al Barcellona

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Rakitic ha parlato anche dei complimenti che gli sono stati fatti da José Mourinho, oltre a svelare il suo bel ricordo con la maglia del Barcellona:

I complimenti di Mourinho: “Ascoltarli è stato incredibile. Quando l’ho sentito, ho pensato che neanche mio padre avrebbe parlato così di me. E’ uno degli allenatori migliori del mondo e mi ha dato tanta fiducia e motivazione. Voglio vedere presto Mourinho nel mondo del calcio ancora”.

L’avventura al Barcellona: “Sono al Barcellona da quattro anni e mezzo, anni positivi. Faccio parte della squadra più grande del mondo e mi fa sentire molto orgoglioso. Mi piace il calcio. Tanto. Non mi stanca niente, c’è molta routine nel calcio, allenamento, viaggi però tutto mi piace. Se questo amore dovesse perdersi, allora è meglio lasciare. Invece mi piace tanto giocare a calcio tutti i giorni e quando ti piace una cosa, tendi sempre ad essere sempre più bravo. Non descriverei mai il calcio come un lavoro perché non lo sento come un lavoro”.

Il gol in finale di Champions contro la Juventus: “In nessuna lingua che conosca, ci sono parole per descrivere quel momento. E’ impossibile. Avevo voglia di abbracciare tutti i tifosi presenti nello stadio. Non abbiamo più vinto la Champions dopo quell’anno, però ho molta fiducia in questa stagione”.

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