L’Italia vuole tornare grande e sotto la nuova guida tecnica di Roberto Mancini sembra avere tutte le carte in tavola per farlo. Gli azzurri, inoltre, possono contare su giovani emergenti di grandissimo talento. Su tutti, ovviamente, c’è il centrocampista della Roma, Nicolò Zaniolo, ma non solo. Da segnalare ci sono anche Tonali del Brescia, Kean della Juventus, oltre a Nicolò Barella e Federico Chiesa, che ormai sono titolari inamovibili. Un progetto a lungo termine che potrebbe portare la Nazionale ad essere grande protagonista nelle prossime competizioni dopo aver fallito la qualificazione allo scorso Mondiale in Russia.

Italia, Mancini e i giovani

Il commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini, è tornato a parlare e lo ha fatto ai microfoni de Il Corriere della Sera. Questi tutti i temi trattati dal ct:

Zaniolo e gli altri: “Lo avevo seguito all’Europeo Under 19 e, oltre a lui, mi avevano impressionato Tonali, Kean e Scamacca. Zaniolo mi era piaciuto perché è forte fisicamente, arriva spesso al tiro e quando ha il pallone non glielo portano mai via”.

Perché l’Inter l’ha lasciato andare: “A volte coi giovani è difficile capire. Io ci ho visto delle qualità, uno così non lo abbiamo, è completamente diverso da Barella, Jorginho e Verratti. Ha le caratteristiche per essere un interno, il paragone con Pogba ci sta. Adesso però servono calma e pazienza, anche lui andrà in difficoltà”.

Le qualità degli altri giovani: “Kean alla Juve non gioca, ma sarebbe titolare quasi ovunque. Tonali dovrebbe giocare in A, anche Sensi ha qualità enormi. Pellegri lo seguiamo sempre. I giovani sono il filo conduttore: in due anni possiamo mettere insieme una squadra forte che può fare bene agli Europei. E può giocarsi alla grande il Mondiale del 2022. Con Di Biagio c’è collaborazione, in sei-sette andranno all’Europeo in casa, anche perché abbiamo la possibilità di vincerlo”.

Gli obiettivi e Balotelli

Mancini ha parlato anche degli obiettivi a breve e lungo termine della Nazionale:

Vincere Mondiale ed Europei: “La doppietta non l’abbiamo mai fatta. Il Mondiale fallito ormai è passato, il trauma è superato. L’Argentina con Messi non ha vinto neanche la Coppa America e le altre Messi non ce l’hanno, quindi perché noi non possiamo pensare di vincere l’Europeo? Questa la mia ultima panchina? Se vinciamo Europei e Mondiali magari resto sino a 80 anni”.

Su Balotelli: ” Speriamo che tenga acceso il motore a lungo, perché tutto dipende da lui. Lui sa giocare a calcio. Se fosse quello di dieci anni fa, che correva da tutte la parti sarebbe l’ideale. Ma a 28 anni è ancora nel pieno delle sue possibilità. L’ho gestito per tanti anni e non mi crea problemi. È lui che deve avere la testa a posto come non l’ha mai avuta negli ultimi anni per meritarsi la convocazione. Deve giocare bene, fare gol e stare attento a non farsi ammonire. Non credo che soffra tanto per striscioni e cori, è talmente abituato. Gli anticorpi se li è fatti. Deve capire che tante altre occasioni non ne avrà”.