Manchester United, Pogba e quel trasferimento che ha cambiato la sua storia

    Il centrocampista francese è tornato sul suo passaggio dalla Juventus al Manchester United, soffermandosi anche sulla questione razzismo

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    Uno degli acquisti più costosi della storia del calcio è stato sicuramente quello che ha portato Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United, nell’estate del 2016. Il centrocampista francese fu preso dai Red Devils per una cifra superiore ai 100 milioni di euro. Un prezzo complessivo che lo mette dietro ai soli Neymar e Kylian Mbappé, entrambi acquistati dal Paris Saint Germain. Il suo rendimento, comunque, probabilmente è stato al di sotto delle aspettative, condizionato anche da un rapporto non idilliaco con José Mourinho. E chissà che quest’anno lo stesso Pogba non possa cambiare squadra, con il Real Madrid e la Juventus nuovamente sulle sue tracce.

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    Il trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United ha fatto molto discutere. Il centrocampista francese è stato acquistato per oltre 100 milioni di euro, ma anche il suo agente, Mino Raiola, ha percepito commissioni molto elevate. Intervistato ai microfoni del Times, uno dei principali artefici della vittoria del Mondiale della Francia, ha commentato le tante polemiche ricevute quest’anno:

    Il modo di giocare: “Fin da bambino, gioco così: non è un problema quando vinciamo, solo quando perdiamo o se faccio una brutta prestazione diventa un problema”.

    Il prezzo influenza le valutazioni: “Sono diventato un altro giocatore a causa del prezzo pagato per acquistarmi. Perché è stata la cifra più alta della storia allora e ha cambiato il modo di vedermi. Ti aspetti di più a causa del prezzo: una buona partita diventa una prestazione normale, una partita di alto livello sarà solo una buona gara”.

    Pogba e il razzismo

    Il centrocampista del Manchester United ha parlato anche del problema razzismo:

    Problema razzismo: “L’ho provato ed è davvero triste da vedere su un campo da calcio. I tifosi che lo fanno, hanno anche persone di colore nella loro squadra, quindi fare qualcosa del genere è davvero stupido. Non rispettano il giocatore avversario e non rispettano nemmeno il giocatore nella propria squadra. Non so se sono razzisti o ignoranti o semplicemente non vogliono che tu ti esprima nel migliore dei modi. Ho sentito un sacco di cose ma io non reagisco, sorrido”.

    Aneddoto in Italia: ” Una volta avevamo una partita contro la Fiorentina ed ero appena uscito dalla panchina, alcune persone stavano facendo il suono della scimmia, e ho chiesto perché. Gli ho dato la mia maglietta ed erano davvero felici, e poi alla fine mi hanno applaudito. Quando parlo di razzismo, penso che sia ignoranza. E non puoi davvero cambiare qualcosa perché è radicata da tempo. Cerchi di parlarne, ma continua. Non penso che possiamo cambiare questo nelle persone. Sono triste per questo, non sono arrabbiato. Sono felice con me stesso. Ho un amico cinese, un agente italiano, un avvocato brasiliano, una moglie boliviana, sono francese e guineano. Tutta la mia vita è una cultura diversa”.

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