27 Agosto 2026
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Mondiali di ciclismo su pista 2024, il ct Villa: “Bilancio soddisfacente”

Olimpiadi Parigi 2024

Parigi (Francia) 07/08/2024 - Olimpiadi Parigi 2024 / foto Imago/Image Sport nella foto: Filippo Ganna-Jonathan Milan ONLY ITALY

Bene, ma non benissimo: il bilancio dell’Italia ai Mondiali di ciclismo su pista 2024, andati in scena alla Ballerup Super Arena di Ballerup (Danimarca) da mercoledì 16 a domenica 20 ottobre, è agrodolce grazie a un carniere finale che parla di 4 medaglie (1 oro, 2 argenti e 1 bronzo).

Se la quantità è piuttosto scarna, specialmente se paragonata al bottino raccolto da Olanda, Gran Bretagna e Danimarca, le prime del medagliere, la qualità si impenna grazie al trionfo di Jonathan Milan nell’inseguimento individuale, con tanto di record mondiale messo a referto grazie a un tempo di 3’59″153: un acuto che basta da solo a far sorridere il ct Marco Villa, che si era presentato alla rassegna iridata danese senza la stella Filippo Ganna, sempre più defilato dalla pista. Una curiosità: proprio il piemontese aveva inizialmente ceduto il proprio record (3’59″636) a Josh Charlton e al suo 3’59″304, a sua volta ‘scippato’ nell’arco della stessa giornata dal primato del friulano, l’uomo copertina dell’avventura azzurra a Ballerup.

Le dichiarazioni di Villa

Intercettato dai microfoni di Radio Anch’io Sport, Villa ha fatto il punto della spedizione in Danimarca, tra gioie, dolori e rimpianti. “Abbiamo fatto un bel Mondiale, nel quale mi hanno soddisfatto anche i quarti posti, anche se non posso negare che ci avevo messo la bocca per una medaglia del quartetto, purtroppo penalizzato da una caduta rocambolesca e sfortunata. Anche nella corsa a eliminazione mi aspettavo qualcosa di più: l’argento di Elia Viviani è un ottimo risultato, ma pensavo che ce la facesse a vincere. Poi nell’ultimo giro ha tentennato un po’ e a quel punto ha perso la gara”. Impossibile però criticare il ‘Profeta’, uno dei pilastri del ciclismo italiano sia su strada sia su pista. “A 35 anni mi ha stupito per la sua professionalità. Si è presentato prima alle Olimpiadi e poi ai Mondiali con grande entusiasmo e non era una cosa scontata”.

Il discorso di Villa si sposta proprio alla strada, dove ultimamente il movimento azzurro ha fatto tanta fatica, forse troppa, per demeriti propri ma anche per meriti altrui. “Mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno e questo, parlando di noi, mi porta a dire che il ciclismo oggi è più difficile. Prima c’era una ristretta élite di poche nazioni, che si dividevano la torta dei successi in stagione, mentre oggi la platea si è allargata a tanti movimenti diversi, che hanno alzato il livello di competitivà generale”. Eppure, in questo scenario, a detta di Villa l’Italia trova comunque il modo di esserci. “E’ vero che non vinciamo il Mondiale da tanto tempo, ma con fuoriclasse del calibro di Tadej Pogacar e Remco Evenepoel è davvero dura. Anche per questo motivo do molto valore al terzo posto rimediato da Giulio Ciccone al Giro di Lombardia. E’ lo specchio di ciò che penso: non è un momento facile, ma in qualche modo noi ci siamo”.

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