Giro dell’Emilia 2024, prima vittoria di Pogacar in maglia iridata
Dalla maglia iridata alla mortadella: cambiano le corse e i premi in palio, ma chi non cambia è Tadej Pogacar, che a meno di una settimana dalla vittoria ottenuta ai Mondiali di Zurigo 2024 si impone anche al Giro dell’Emilia 2024 e lo fa, ovviamente, con l’ennesima cavalcata in solitaria.
La cronaca
Stavolta l’azione dello sloveno scatta ‘solo’ a 37 km dal traguardo e dunque non ai -100 km dalla fine come successo in Svizzera, e l’impressione è che le intenzioni fossero ben altre, con la cautela stavolta a farla (stranamente) da padrone. Poi, un po’ la rasoiata di Remco Evenepoel (letteralmente ‘rimbalzato’ prima addirittura di ritirarsi anche per conservare le energie per il Giro di Lombardia 2024) e un po’ le difficoltà della sua UAE Team Emirates spingono il neo campione iridato ad allungare già sulla prima delle 5 scalate a San Luca. Proprio come successo a Zurigo, la partenza di Pogacar si rivela tutt’altro che prematura, perché alle spalle del più forte c’è poco o nulla: per la precisione uno scatto di Matteo Jorgenson, breve e neanche tanto intenso, e un inseguimento ben più duraturo di Florian Lipowitz prima della crisi nera nell’ultimo giro e del ritorno dalle retrovie di Tom Pidcock e Davide Piganzoli, i migliori degli ‘umani’ che vanno a completare un podio in cui a svettare è anche la tanto ambita mortadella.
Le dichiarazioni di Pogacar
Quella di Pogacar, curiosamente, va a un fortunatissimo tifoso, che poi la esibisce fiero a mo’ di trofeo davanti alle telecamere. In effetti, oggi qualsiasi cosa arrivi dal fuoriclasse sloveno, che sia una borraccia o appunto una mortadella, emana un’aura particolare, quella del predestinato che impresa dopo impresa sta riscrivendo la storia del ciclismo con gesta d’altri tempi. Ma anche i migliori sono umani, come fatto capire tra le righe dal diretto interessato a margine del successo di Bologna. “Ci tenevo a vincere, perché avverto il peso e la responsabilità della maglia iridata. Oggi mi sentivo bene e mi sono svegliato con gambe buone ma – continua Pogacar – i primi giorni dopo il Mondiale ero svuotato. Invece è andata bene: è stata una bella giornata”.

La gara femminile: il trionfo di Longo Borghini
Giornata, pioggia e freddo a parte, bella anche per Elisa Longo Borghini, alla quarta vittoria al Giro dell’Emilia e, chissà, magari all’ultimo trionfo con la casacca della Lidl-Trek prima del prossimo passaggio all’UAE Team ADQ. “La prima volta che ho vinto qui è stata la più bella. Oggi invece è stato tutto molto particolare, perché anziché in salita la gara si è decisa in discesa. Ci tenevo a fare bene e ho corso per vincere e non per divertirmi: fino al 31 dicembre, ultimo giorno di contratto con la Lidl-Trek, darò tutto per questa maglia”.
