16 Ottobre 2026
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Champions League, harakiri Roma! Da 3-1 a 3-4 col Real Madrid

La Roma gioca benissimo e si porta in vantaggio per 3-1, ma nel finale arriva la clamorosa quanta incredibile rimonta del Real Madrid

Coreografia Curva Sud, Roma

Coreografia Curva Sud, Roma

La Roma cade per 4-3 contro il Real Madrid nella seconda giornata della fase campionato della Champions League, al termine di una partita ricca di emozioni e conclusa nel modo più amaro per i giallorossi. La squadra di Gasperini, nonostante le assenze di Svilar e Cristante, disputa una gara di alto livello, controlla a lungo il gioco e mette in seria difficoltà i campioni spagnoli, accolti all’Olimpico con grande entusiasmo per la presenza dell’ex José Mourinho. Dopo essere riusciti a portarsi sul 3-1 grazie alla doppietta di Malen e al gol di De Roon, i capitolini sembrano avere la vittoria in pugno. Nel finale, però, tre episodi su palla inattiva cambiano completamente il destino dell’incontro. A completare la beffa è Rudiger, ex giallorosso, che al 90’ firma il gol decisivo e gela l’Olimpico.

La due giorni da horror del calcio italiano è stata ‘condita’ anche dalla sconfitta del Como, coi lariani di Cesc Fabregas piegati col punteggio di 3-2 a Rotterdam dal Feyenoord.

Roma – Real Madrid 3-4, giallorossi avanti 3-1 all’83’!

L’Olimpico si accende per il ritorno della Roma davanti al proprio pubblico in una partita di Champions League, a quasi otto anni dall’ultima apparizione casalinga nella competizione. L’atmosfera è carica di emozione anche per la presenza del Real Madrid guidato dall’ex José Mourinho, accolto dai tifosi giallorossi con cori e striscioni in suo onore. Sul campo, la squadra di Gasperini parte con grande aggressività e mette subito alle corde i Blancos, costretti a difendersi per tutto il primo quarto d’ora. La prima tegola per i padroni di casa arriva con l’infortunio di Manu Koné, costretto a lasciare il terreno di gioco: al suo posto entra Pisilli.

Poco dopo, però, l’Olimpico esplode di gioia. Al termine di una partenza convincente, è De Roon a sbloccare il risultato con un destro velenoso dalla distanza che sorprende Courtois, non impeccabile nell’intervento. Il vantaggio romanista dura appena cinque minuti: Mbappé si libera di Hermoso e calcia verso la porta, trovando la deviazione decisiva di Mancini, che spiazza Gollini e ristabilisce la parità. Con il passare dei minuti il ritmo diminuisce e il Real riesce a guadagnare terreno, arrivando anche vicino al sorpasso con Cucurella. Il primo tempo si chiude così sull’1-1, ma al rientro dagli spogliatoi arriva un’altra brutta notizia per Gasperini: Dybala deve fermarsi per un problema muscolare.

Malen trascina la Roma, ma il Real Madrid completa una rimonta incredibile

Nonostante l’uscita dell’argentino, la Roma trova nuova energia e in pochi minuti sembra riuscire a indirizzare la partita. Il protagonista è Malen, che colpisce due volte in meno di dieci minuti. L’attaccante olandese firma prima il 2-1 sfruttando un assist di Mora, dopo un grave errore di sufficienza di Vinicius. Poco dopo arriva anche il terzo gol: questa volta è Soulé a inventare il passaggio filtrante che permette a Malen di presentarsi nella posizione ideale per battere Courtois e portare i giallorossi sul 3-1.

Con due reti di vantaggio, la Roma prova a gestire la situazione abbassando il ritmo e arretrando leggermente il proprio baricentro, anche per contenere l’energia dei giocatori inseriti da Mourinho. La strategia, tuttavia, non produce l’effetto sperato. Il Real Madrid aumenta la pressione e sfrutta soprattutto le situazioni da calcio piazzato per riaprire la sfida. Prima è Espi a ribadire in rete dopo una respinta di Gollini su un colpo di testa di Endrick. Successivamente è lo stesso attaccante brasiliano a trovare il 3-3 con un’altra incornata, completando la rimonta degli spagnoli.

Quando il pareggio sembra ormai destinato a essere il risultato finale, arriva la beffa più dolorosa per la squadra di Gasperini. Nel recupero, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il Real trova ancora il modo di colpire: a firmare il definitivo 4-3 è Rudiger, ex difensore giallorosso, che condanna la Roma a una sconfitta amarissima. Dopo aver accarezzato una vittoria prestigiosa, i padroni di casa si ritrovano senza punti al termine di una gara spettacolare, decisa dalla maggiore efficacia dei Blancos sulle palle inattive e da un finale che lascia enormi rimpianti all’Olimpico.

Feyenoord – Como 3-2, lariani piegati al De Kuip

Serata complicata per il Como sul campo del Feyenoord, che al De Kuip si impone in rimonta dopo essere andato inizialmente in svantaggio. Al gol di Diao hanno risposto Zechiel e Moussa, prima della sfortunata autorete di Sanchez che ha ulteriormente indirizzato la sfida a favore degli olandesi. Nel finale Douvikas ha accorciato le distanze, rendendo meno pesante il passivo, ma senza riuscire a riaprire concretamente la partita. La squadra di Cesc Fabregas ha faticato a costruire occasioni nitide e ha risentito anche dell’assenza di un riferimento offensivo di ruolo dal primo minuto, con Nico Paz schierato inizialmente da falso nove e il centravanti greco in panchina.

Diao illude il Como, ma il Feyenoord risponde subito

Per la trasferta olandese, Fabregas sceglie Nico Paz come riferimento avanzato, supportato da Diao, Baturina e Kaiki, mentre Douvikas parte inizialmente dalla panchina. L’avvio è equilibrato: il Como prova a gestire il possesso con personalità, ma il Feyenoord si dimostra compatto e attento a chiudere gli spazi. Al 18’ gli ospiti trovano però il guizzo che sblocca il risultato. Ramon serve Diao, che accelera sulla fascia destra, supera un avversario, si accentra e batte Ernst, facendo calare il silenzio sul De Kuip.

La gioia del Como dura pochissimo. Il Feyenoord reagisce immediatamente e trova il pareggio con Zechiel, bravo a liberarsi della marcatura di Perrone e a disegnare un destro preciso dal limite, indirizzato nell’angolino. Pochi istanti dopo arriva un’altra tegola per Fabregas: lo stesso Diao, autore del vantaggio, si ferma per un problema muscolare ed è costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra Jesus Rodriguez. L’uscita dell’attaccante cambia gli equilibri offensivi dei lombardi, che iniziano a incontrare maggiori difficoltà nel trovare soluzioni per impensierire la difesa avversaria.

Moussa trascina gli olandesi, l’autorete di Sanchez complica tutto

Nella ripresa il Feyenoord completa la rimonta. Moussa controlla il pallone, si accentra e conclude sul primo palo, sorprendendo Sanchez e firmando il 2-1. Fabregas prova a dare maggiore consistenza al reparto offensivo inserendo Douvikas, che si rende subito pericoloso: su un cross di Valle, il centravanti greco colpisce di testa, ma non riesce a inquadrare la porta. Nel frattempo, la formazione guidata da van Bronckhorst guadagna campo e continua a spingere, trascinata da un Moussa particolarmente ispirato.

Il Como fatica a reagire e trova poche occasioni per impensierire Ernst. Una delle rare conclusioni di Nico Paz termina a lato, mentre il Feyenoord continua a cercare il colpo del definitivo allungo. All’82’ arriva il 3-1, ancora con Moussa protagonista: il suo sinistro dalla distanza viene deviato da Ramon, il pallone colpisce il palo e rimbalza sulla schiena di Sanchez prima di terminare in rete. Un episodio sfortunato per il portiere del Como, che vede così aumentare il passivo.

Nel finale i lombardi tentano comunque di reagire. Liberali, entrato dalla panchina, sfiora il gol con una buona iniziativa, mentre poco dopo è ancora Douvikas a trovare la rete che accorcia le distanze, sfruttando il lancio di Ramon. Il 3-2 riaccende per qualche istante le speranze del Como, ma non c’è più tempo per completare la rimonta. Il Feyenoord conquista così la vittoria al De Kuip, mentre la squadra di Fabregas deve fare i conti con una serata difficile, segnata dall’infortunio di Diao, dalle poche occasioni create e da un’autorete decisiva nel finale.

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