Atletica leggera, Andy Diaz sul 2025: “Voglio vincere e battere il record mondiale”

Parigi (Francia) 10/08/2024 - Olimpiadi Parigi 2024 / atletica / foto Image Sport nella foto: Andy Diaz Hernandez
La cittadinanza italiana è arrivata il 23 febbraio 2023, ma l’esordio in azzurro è avvenuto solo il 9 agosto 2024. E che esordio: subito medaglia di bronzo nel salto triplo alle Olimpiadi di Parigi 2024. Il protagonista è Andy Diaz, che in vista del suo 2025 ha intenzione di alzare ulteriormente l’asticella.
Le ambizioni per il 2025
Intervenuto a un evento svoltosi a Palazzo Vecchio, a Firenze, l’ex atleta cubano ha fissato i suoi obiettivi per l’anno alle porte. “Nel 2025 voglio vincere e battere i miei rivali, che sono sempre i soliti, e il record mondiale”. Insomma, auspici non proprio da poco per il classe ’95, che nel 2023, poco dopo il cambio di nazionalità, fissò il nuovo record italiano in 17,75 metri: anche in questo caso le velleità di Diaz sono ben altre, specialmente se paragonate a quanto raccolto nel 2024. “Quest’anno ho saltato solo 17,64 metri: potevo fare di più, ma ho comunque preso il bronzo”.
Le emozioni di Parigi
Il triplista nativo di L’Avana torna proprio sulle sensazioni provate a Parigi. “Ero emozionato soprattutto perché era la mia prima volta con la maglia azzurra, che ha avviato la mia rinascita nello sport ad alto livello. Raggiungere quella medaglia per me rappresentava l’obiettivo minimo che potessi ottenere per l’Italia e per tutte le persone che mi hanno aiutato nel mio percorso”.
Il rapporto con Fabrizio Donato
Nel concetto generico di ‘persone’ è compreso coach Fabrizio Donato, il principale fautore di questa tanto decantata seconda vita. “In Italia è il mio migliore amico, nonché il mio mentore, il mio nutrizionista, il mio allenatore e il mio massaggiatore: lui fa praticamente tutto nella mia vita presente. Sono fiero di aver vinto quella medaglia che anche lui prese nel 2012: nessuno di noi due dimenticherà mai la data del 9 agosto“.
La nostalgia per il passato
L’intervento di Diaz si chiude con un pensiero nostalgico rivolto alla propria prima vita. “Mi emoziona molto ascoltare le storie altrui. La mia è decisamente particolare ma anche un po’ triste. Allo stesso tempo – conclude il triplista azzurra – penso che racchiuda quei valori che ultimamente abbiamo un po’ perso”. In effetti, la malinconia di chi ha dovuto lasciare il proprio Paese è ampiamente comprensibile. Paese, Cuba, che negli ultimi anni ha visto diversi atleti scegliere altre nazionalità: basti pensare che il podio di Parigi era completato, nell’ordine, da Jordan Diaz e Pedro Pichardo, che oggi rappresentano rispettivamente Spagna e Portogallo.
