L’infortunio di Stephen Curry potrebbe essere più grave del previsto. Il play di Golden State è stato costretto ad uscire nel corso del terzo quarto, nel match perso contro i Milwaukee Bucks.

A quanto pare la prima diagnosi riguarda una lesione all’adduttore sinistro. Il giocatore non è più rientrato in campo, ma nelle prossime ore verrà effettuata una risonanza per capire i tempi di recupero del giocatore. I campioni in carica sono già senza Draymond Green (per un problema all’alluce) e Shaun Livingston, per un dolore al piede. Non sarà affatto semplice sostituire giocatori del loro calibro. Lo stesso Kerr, coach di Golden State, ha confermato di essere nervoso per le condizioni del suo giocatore migliore.

INFORTUNIO STEPHEN CURRY, LA SITUAZIONE 

“Non ho precedenti su cui basarmi: fosse stata la caviglia, avrei potuto fare una stima. Onestamente non era successo prima”: con queste parole coach Kerr è intervenuto al termine del match. Anche Kevin Durant ha parlato nel post partita, ma il compagno di squadra sembra essere fiducioso rispetto al suo allenatore.

Curry non era di certo nella condizione fisica migliore: nei 26 minuti in cui è rimasto in campo ha tirato solo 5/14 per 10 punti, la sua peggior prestazione stagionale. Ora il play della squadra di Oakland dovrà capire come recuperare al meglio per questo infortunio, anche perché bisogna fare i conti con i dolori precedenti. Meglio un periodo di riposo adesso che nel momento cruciale della stagione.

Ora la squadra campione in carica dovranno affrontare i Nets e i Clippers, mentre venerdì notte ci sarà la sfida contro Houston. Sarà un momento difficile, ma siamo soltanto all’inizio. Tutto può ancora succedere.

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