Simona Halep mette in cassaforte la seconda prova dello Slam in carriera, dopo il Roland Garros 2018, vincendo il torneo di Wimbledon 2019. Una finale dominata nettamente dalla tennista rumena contro Serena Williams, vinta in appena 52 minuti di gioco col netto punteggio di 6-2, 6-2.

Halep dominante in finale

Una sfida dunque che non ha visto esserci partita. Pronti via e la Halep non dà scampo alla Williams, togliendogli ‘fiato’ e spazio. L’inizio della rumena è assolutamente folgorante, la tennista americana ci capisce davvero poco e va sotto velocemente per 4-0 con un doppio break praticamente esiziale. Il finale di primo set serve a Serena per prendere un p’ di fiducia, ma dopo appena 27 minuti è 6-2 Halep.

Nel secondo set la musica non cambia e sul campo centrale il match è a senso unico. Se non altro c’è equiibrio nel punteggio sino al 2-2, ma la Williams continua a sbagliare troppo e la Halep dal canto suo è quasi perfetta. Nel quinto game arriva il break che porta la rumena sul 4-2, avvicinandosi alla vittoria. Dall’altra parte della rete la veterana a stelle e strisce non reagisce e nel settimo game arriva l’ulteriore allungo per il 5-2 e il preludio al successo finale della Halep in 52 minuti totali di partita.

Le parole delle protagoniste

Serena Williams: “Simona ha giocato in maniera fantastica e quando la tua avversaria gioca così non puoi far altro che dirle brava. Non è stato facile arrivare sin qui? Mi piace lottare, mi piace lo sport e la competizione davanti a questo pubblico, è sempre una gioia. Grazie al mio staff che mi sta sempre molto vicino”.

E poi è toccato a Halep: “Ho giocato la mia miglior partita della carriera. Serena ha sempre ispirato tutte e la ringrazio per le belle parole. Ho lavorato tanto per arrivare qui ed è un onore aver giocato davanti al Royal Box. Non ero nervosa? E invece lo ero (ride, ndr), prima del match però ero conscia che non avrei potuto dare spazio alle emozioni. E’ incredibile avere tra le mani questo trofeo, è una cosa speciale. Non dimenticherò mai questa giornata, era il sogno di mia mamma. Se voglio fare qualcosa nel tennis, voglio giocare la finale di Wimbledon e quindi grazie a mia madre.

Cos’è cambiato sull’erba? Ho cambiato un po’ il modo di giocare, per provare a vincere un torneo su questa superficie. Non è facile perché devo correre tanto, ma quest’anno mi sono trovata molto meglio e sapevo cosa fare quando dovevo colpire la pallina. E adesso non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo”.

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