CONI, l’allarme di Malagò: “Così rischiamo le Olimpiadi di Tokyo 2020 e quelle di Milano-Cortina 2026”

Lo scontro tra il presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il governo italiano diventa rovente: ma ora c'è il rischio di sanzioni in arrivo dal CIO

Il rischio è concreto e per lo sport italiano sarebbe una ‘mazzata’ difficilmente sopportabile. Lo scontro tra il presidente del Comitato olimpico, Giovanni Malagò, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sport, Giancarlo Giorgetti, era deflagrato già nelle settimane scorse.

La riforma voluta dal governo pentastellato, adesso però sull’orlo di essere ‘spazzato via’ dopo la crisi innescatta da Matteo Salvini, toglie di fatto al CONI la gestione dei fondi destinati allo sport. Una riforma ‘pericolosa’ che, il CIO (comitato olimpico internazionale), potrebbe punire severamente con alcuna sanzioni durissime, intransingente quando dovesse venire meno l’autonomia dello Sport in un determinato Paese.

Malagò lancia l’allarme

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha parlato della possibilità che l’Italia venga privata della possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e di poterle ospitare a Milano-Cortina nel 2026. Queste le sue parole a Tuttosport: ”Sono preoccupato, molto preoccupato per il futuro olimpico dello sport italiano. Questo è un Ferragosto con tante nuvole nere all’orizzonte. Le addensano la crisi politica, l’incertezza sul futuro del governo e la bocciatura da parte del Cio della legge delega di riforma approvata dal Parlamento il 6 agosto.

Rischiamo conseguenze devastanti: la sospensione del Coni e, quindi, il divieto per i nostri atleti di gareggiare a Tokyo 2020 sfilando dietro il tricolore o indossando le maglie azzurre, retrocessi allo status inviduale di ‘atleta olimpico indipendente’ con l’esclusione delle squadre; la messa in discussione di Milano-Cortina 2026 dopo gli sforzi immani che abbiamo sostenuto per aggiudicarci l’organizzazione delle Olimpidi invernali”. 

Malagò preoccupato dalla ‘crisi di governo’

Il 27 agosto, a Milano, si terrà la prima riunione del comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026. Malagò ricorda che sono stati invitati il Cio, il Coni, il governo e le autorità locali.”Il problema è che con quello che sta succedendo in Parlamento, ancora oggi non sappiamo chi rappresenterà l’Esecutivo, se ci sarà e a che titolo vorrà onorarci della sua presenza. Tutto ciò è sinceramente surreale e francamente sconcertante. Non sappiamo chi a nome del Governo raggiungerà Losanna per fugare i dubbi e le perplessità del Cio.”

Di fronte alla situazione che si è creata con il Cio, la loro reazione è di stizza, di rabbia, di sconcerto. Mi hanno chiesto in molti: presidente, ma perché, quando si è trattato di redigere il progetto di riforma dello sport, noi non siamo stati interpellati? Perché questa riforma è stata calata dall’alto? Perché non siamo stati ascoltati?”. Infine un appello: “Mi auguro ci sia un soprassalto di ragionevolezza, nell’interesse del nostro sport. Siamo ancora in tempo per evitare danni incalcolabili. Ma non ne resta molto. In tutti gli altri Paesi, dopo l’aggiudicazione di un’Olimpiade, lo sport sarebbe stato premiato e portato ad esempio. Mi telefonano da ogni parte del mondo i colleghi del Cio e chiedono: ma che cosa sta succedendo in Italia? Rispondo: questo è il premio per avere riportato le Olimpiadi in Italia’‘.

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