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Inter, Spalletti: ‘Disposti a tutto per fare risultato. Giocatori cresciuti mentalmente’

Il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Tottenham. Gara valida per la quinta giornata del gruppo B, che potrebbe dare già i primi verdetti. In caso di pareggio, infatti, i nerazzurri sarebbero qualificati agli ottavi di finale con una giornata di anticipo, sovvertendo tutti i pronostici. Al momento del sorteggio nessuno avrebbe pronosticato tale scenario, visto che l’Inter è stata pescata in quarta fascia. La classifica al momento vede il Barcellona in testa con 10 punti, nerazzurri secondi con 7 punti, Tottenham fermo a quota 4 con il Psv Eindhoven fanalino di coda con 1 punto.

La conferenza stampa di Spalletti

Questi tutti i temi trattati dal tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, in conferenza stampa:

Le parole di Pochettino: “Ho sentito l’intervista di Pochettino, mi aspetto quello che ha detto lui, ovvero che loro provino a vincere le due partite che restano e che sono convinti di poter battere qualsiasi avversario. Quando c’è stato il sorteggio sapevo che per passare dovevamo metterci dietro una delle più forti d’Europa. Pochettino è forte dal punto di vista tattico e tecnico, il suo Tottenham cambia modulo ma ha sempre la mano del suo allenatore. L’ho subito visto come uno forte dal punto di vista psicologico, che è fondamentale per allenare ad alti livelli in Europa. Può succedere quello che dice lui, ma può succedere anche il contrario. Il mondo gira e le cose possono andare diversamente da quello che si pensa”.

Disposti a tutto: “I tifosi dell’Inter aspettano da anni questa partita, devono capire che siamo disposti a tutto per questo risultato. La possibilità di qualificarci è reale, ma la dobbiamo sudare fino all’ultima goccia perché è ancora tutto in ballo. Per il nostro livello possiamo farcela. Non c’è niente da nascondere, sarà uno scontro a viso aperto. Qualificarsi buttando fuori una di queste squadra non precluderebbe nulla per il cammino in Champions”.

Il terreno di gioco: “Non è un buon terreno per partite di questo livello, qui sono abituati a ben altro. Ma il campo sarà uguale per entrambe le squadre, non c’è spazio per emozione e paura. Non ci si sta comodi nella paura. Si viene a giocare a sviluppare il nostro calcio”.

Sulla formazione: “Asamoah e D’Ambrosio probabilmente saranno della partita, ma ci sono anche altre possibilità. Abbiamo abbastanza difensori da poter pensare anche eventualmente a un cambio d’assetto. E’ sempre più difficile pensare a un 11 titolare data la qualità dei giocatori. Tre-quattro giocatori saranno più freschi, altri che dovranno rigiocare, ma i giorni sono stati sufficienti per il recupero. L’importanza della partita annulla tutte le difficoltà”.

Crescita e mentalità

Spalletti si è soffermato anche sulla crescita mentale della propria squadra:

Mentalità diversa: “Ho visto i miei giocatori cresciuti dal punto di vista della mentalità, li ho visti trasferirsi una mentalità vincente. Quando si ha a che fare con calciatori forti si rischia che diventino tutti riserve tenendoli fuori ogni tanto, invece dentro la mia squadra per come si parlano e per la competitività che c’è sia in allenamento sia in partita stanno diventando tutti titolari. Questo ci dà una grande solidità sulla quale si può costruire. E’ una di quelle partite in cui dobbiamo ambire a giocare, non c’è pressione che tenga”.

Crescita: “Abbiamo preso confidenza con questa realtà rispetto alla partita d’andata: contro il Barça abbiamo appreso delle cose. Nella gara di ritorno ho visto un atteggiamento della squadra corretto, nonostante il pareggio solo negli ultimi minuti. Forse abbiamo giocato anche troppo a viso aperto, lasciando qualche spazio a loro. I giocatori hanno la testa per il livello di squadra in cui giocano, per quello che devono essere i risultati da portare a casa”.

Carattere importante: “Bisogna mantenere quella garra lì e quel ghigno lì per tanti momenti, non basta una vittoria. Ci sono dei giocatori che sono nati con quella caratteristica, altri che se la sono costruita e hanno faticato. Finché non si supera quella percentuale che dà il premio e il livello di quel calcio lì… Dipende sempre da lunghi periodi, da una mentalità che si esibisce sempre e non solo in partita, anche in allenamento. Se ci si allena in maniera corretta crescono e sono più pronti anche gli altri quando bisogna giocare in partita. E’ l’abitudine, è farsi il culo giorno dopo giorno che fa la differenza. Noi abbiamo sofferto per arrivare qui e la sofferenza che abbiamo dovuto buttar giù la dobbiamo far vedere nella partita di domani sera”.

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