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Malagò attacca il governo: “Non è la riforma dello sport italiano, è l’occupazione del Coni”

Giovanni Malagò - presidente Coni

Le preoccupazioni delle ultime settimane sono diventate realtà per il presidente del Coni. Infatti, in apertura del Consiglio nazionale straordinario convocato per discutere della proposta di legge del governo, Giovanni Malagò non ha risparmiato durissime critiche all’esecutivo gialloverde Cinque Stelle-Lega Lombarda alle prese con la riforma del Coni stesso. “Questa non è la riforma dello sport italiano, non c’entra nulla. Questo è un discorso in modo elegante di occupazione del comitato olimpico italiano. Lo stesso fascismo, pur non essendo estremamente elastico nell’acconsentire a tutti di esprimere le proprie opinioni, aveva rispettato quella che era stata la storia del Coni dall’epoca della sua fondazione”.

Malagò auspica un confronto col governo

Malagò ha continuato sempre con fare duro, in un’intervento durato quasi un’ora: “Questa non è una riforma dello sport, non vi fate ingannare. È solo una precisa volontà politica di trasformare il Coni. Qui ci sono mostruose capacità e siamo il comitato più prestigioso al mondo, mentre con questa riforma diventeremmo l’ultimo comitato al mondo. E’ sicuro. Abbiamo fatto notare che questa riforma non è applicabile nel 2019 e ci è stato risposto che è per il 2020: peggio mi sento, nell’anno delle Olimpiadi. Io sono stato eletto per essere presidente di un altro Coni: questo Coni non lo accetto”. Successivamente lo stesso presidente del Coni ha ricevuto il mandato dal Consiglio nazionale  di trattare con il governo sulla riforma del Comitato Olimpico inserita in manovra.

La risposta di Giorgetti a Malagò

Non si è fatta attendere la replica dei sottosegretari Giancarlo Giorgetti e Simone Valente: “Ci sorprende l’atteggiamento del presidente Malagò che sa bene che l’autonomia dello sport non è in discussione. Stiamo seguendo un modello d’eccellenza già in vigore in molti paesi d’Europa e del mondo. Molti sono con noi, ci incoraggiano ad andare avanti e così faremo con serenità, sobrietà senza personalismi sicuri di fare le scelte migliori per il  bene dello sport italiano, che è l’unico obiettivo che ci poniamo”.

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